![]() |
|
|
L’Adda nasce in Valtellina, a Tocca:
Sondrio e Como. Ha
una formidabile carta d'identità: quarto fiume d'Italia per lunghezza
di corso, trecentotredici chilometri, matrice vitale di un bacino
imbrifero che copre un terzo della Lombardia, abbraccia un bacino di
ottomila chilometri quadrati. E' immissario ed emissario del lago di Como, ed è
affluente del Po. Nasce come un qualsiasi torrente, scendendo lungo Dalla Valtellina, riceve le acque di torrenti provenienti
dalle Alpi Orobie e Retiche e diventa comasco per tutta la lunghezza del
lago di Como, poi si fa arbitro di divisione tra le province di Bergamo
e di Milano, e quella milanese e cremonese. A valle di Lecco, riprende, dopo due o tre slarghi, il suo
corso di fiume, calando, dalle strettoie, verso la pianura. Oltre il
ponte di Lecco, che varca quello che non sai se ancora lago o già
fiume, si spalanca la prima parte della Brianza. Forma delle autentiche
perle che sono i laghi di Garlate a Poi il fiume, ora maestoso, ora incassato tra le rive,
rappresenta nei ricordi della storia, i baluardi difensivi del ducato di
Milano verso est. |
|
La Valle di Fraele e le Torri di Fraele
|
|
|
A rinforzo della natura, si ergono i tre castelli di Brivio,
Trezzo e Cassano. Proprio a Trezzo il paesaggio rivela la suggestione di
una bellezza aspra, che gradualmente s'ammorbidisce a Concesa. A Cassano il fiume spinge il gomito sulle sponde, prende
spazio, emerge definitivamente e si fa valligiano e padano. Infatti,
Cassano estremo margine sud-orientale della Brianza, conserva alcune
delle caratteristiche del territorio al quale geograficamente
appartiene, ma è già cittadina padana di pianura. Qui i contrasti tra il passato storico violento e
sanguinoso ed il presente pacifico, si annulla nei placidi lineamenti di
un panorama riposante. Qui l'Adda segna confine tra Milano, Bergamo e Cremona. Una volta segnava confine di Stato tra Allora le acque erano abbastanza profonde perché ancora non era stata scavato il canale Muzza e consentivano la navigazione con barconi che risalivano dal Po e dall’Adriatico, fin sotto le mura. L’Adda è un viaggiatore, gli piace vedere l'Italia.
Chissà dove andrebbe se presso Cremona, in un rigoglioso verde piano,
non incontrasse il Po. Non diventa affluente contento. Infatti, l'incontro
non è pacifico, ma tumultuoso di ondate e correnti, presso Castelnuovo
Bocca d'Adda. Da noi l'Adda é generosa: alimenta due centrali
elettriche: quella del Linificio e l'altra termoelettrica; specchia il
castello che prima del canale Muzza sorgeva sul fiume; fiorisce la
colonia elioterapica per la festa dei bambini; bagna il Traversino per
l'estate dei poveri; genera il canale Muzza che tutta l'asciuga nei
momenti di magra; alimenta tutti i canali di irrigazione; supera i ponti
di Groppello per Fara, di S. Giovanni su cui corre la statale padana
superiore, e quello della ferrovia Milano-Venezia. L’Adda forma, per contare soltanto quelle vicino a noi,
le centrali elettriche di: Calusco, Robbiate, Paderno, Trezzo, Crespi,
Fara, Cassano. Riceve acqua da due affluenti: il Brembo ed il Serio, ma
per riversare tanta ricchezza di acque, a mezzo di numerosi canali
emissari, sul circostante anfiteatro morenico sassoso e sabbioso che,
senza l’Adda, diventerebbe una steppa. Da destra esce dall’Adda Dalla sponda sinistra derivano a Concesa il Naviglio della
Martesana e a Cassano il canale Muzza. In località di Marzano presso Merlino, dà origine al
terzo canale di irrigazione lombardo: al canale Marzano o Vacchelli o
del Consorzio d'irrigazione cremonese, il più piccolo, il più recente. E' incredibile per noi, oggi, credere come i fiumi
potessero rappresentare un ostacolo insormontabile militarmente. Cassano
può giustamente definirsi il paese delle battaglie per i numerosi
scontri militari che la sua storia registra. Proprio per i suoi canali. Oggi, domata la natura, ci accorgiamo solo in occasione
delle grandi piene, quando l'acqua, superando gli argini che le abbiamo
imposto, provoca danni e costituisce un nemico per tutti, che i fiumi ed
i canali sono una difesa e diventano strategica trappola per il nemico.
Logico pensare alle difficoltà che un tempo derivavano ad un esercito
il guadare un fiume senza ponti. L'intreccio dei numerosi canali ha
deciso a Cassano le sorti delle battaglie del Barbarossa, di Ezzelino da
Romano, di Amedeo di Savoia, di Suvarov. Splendido e quasi sempre
azzurro. Lo cantarono poeti di tutti i tempi, da Claudiano a Siconio
Apollinare a Giosuè Carducci, ripreso da moltissimi pittori tra i quali
Leonardo per lo sfondo della Gioconda e della Madonna delle Rocce. Veri e propri cercatori d'oro con pazienza certosina
setacciavano l'Adda per cercare nelle sue sabbie, da Cassano al Po, il
prezioso metallo. Gente che aveva occhio nell’individuare i
"banchi auriferi". Non trovavano pepite ma pagliuzze dorate,
assommando qualche grammo dopo settimane e settimane di fatica. Arduino, Re d'Italia, nel 1002 concede al vescovo di Lodi,
Andrea, il permesso di estrarre l'oro dall’Adda nel tratto compreso
tra Galgagnano e Cavenago. I valichi sull'Adda sono stati sempre molto importanti per
le difese militari, per la comunicazione stradale, perché costituivano
posti di pedaggio e tassazioni, perché erano luoghi di controllo
sanitario durante le pestilenze, perché segnavano il passaggio di
personaggi illustri e pedoni trafficanti, e, non poche volte, luoghi di
confine con nascondigli di bravi e disertori. Sull'Adda c'erano i seguenti valichi: Brivio, Cornate,
Porto d'Adda, Trezzo, Vaprio, Canonica, Cassano, Rivolta d'Adda, Paullo,
Lodi. Sono tutti valichi con ponti e resti di castelli. L'interesse dei valichi si sposta da nord al sud dopo i
Longobardi ed i Visconti. Prima erano piuttosto importanti i passi verso
la montagna, poi si fecero importanti i valichi di pianura dal secolo XV
in avanti, ove più rapide e facili si facevano le comunicazioni
stradali. Anticamente il fiume è stato la via più normale di
comunicazione, corrispondeva all'attuale autostrada. Recenti ritrovamenti di piroghe preistoriche documentano che nel cremasco e presso Pizzighettone il fiume fu solcato da natanti.
Tratto da “I
Quaderni del Portavoce n. Il lago del Cancano e la relativa diga che raccoglie le acque dell'Adda che scendono dal passo di Alpisella da dove nasce il fiume. |
|
|
Fotografie di Renato Siesa |
|