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La
vita di un uomo, dall'infanzia alla maturità passando per la
giovinezza, felice e uguale a quella di tanti altri uomini nati nel
"bum" economico degli anni Sessanta. L'invaghimento della vita
lo porta a fare il tifo più per la sua qualità che per la sua durata e
le vicende sono il sale di un'esistenza da raccontare. Scritto con una
verve ironica e a tratti umoristica, Vieni
non aver paura vuole
essere un invito a prendere la vita, la morte e l'amore con un po' di
ironia, a cercare nelle cose di tutti i giorni il filo che ci lega agli
altri umani e che ci dovrebbe far progredire insieme, senza prendere
troppo sul serio le "mode" scientifiche e tecnologiche che
sono spesso interessate. Vuole essere un invito a rivalutare
"l'emisfero destro", cioè l'aspetto "dionisiaco",
irrazionale dell'uomo, quello dell'arte geniale e imprevedibile che è
in fondo la nostra unica àncora di salvezza, oltre che il più
piacevole. Vuole essere un invito a coltivare i sogni perchè oltre che
a renderci più gradevole la vita e accettabile la morte a volte, non si
sa come, si realizzano. |