La spusa la v da loeusc

La sciata la v dal boeust

 

Finalmente arriva il giorno del matrimonio.

C concorso alla chiesa dei curiosi:

 

Msa da spus

Msa da curius

 

Necessita lasciar dire a ciascuno la sua, dato che:

 

a fabric in pisa

gh chi la voeur volta

e chi la voeur bsa

 

I tempi della celebrazione del matrimonio sono: la Pasqua, il S. Martino, il tempo dei raccolti, della sagra e dei traslochi e S. Stefano.

Preferibilmente di sabato, mai di venerd e di marted. Di luned si sposano i sarti e i barbieri; mai di Quaresima n di Avvento.

 

Sa spusan in da lAvent

dum i veduf e malament

 

Ci si consola se piove con il detto:

 

Spusa bagnada

spusa frtnada

 

I matrimoni si celebrano alla mattina assieme a molte coppie; solo i ricchi possono avere il privilegio di un orario apposito e da soli.

Il vestito di nozze di colore nero, ritenuto pi serio, sia per luomo che per la donna.

Si arriva in chiesa con lo scampanare festoso se la sposa onorata, altrimenti al mattino prestissimo e senza suono di campane.

Attenzione allo scendere i gradini dellaltare: ogni gesto pronostico del futuro andamento della coppia.

Uscendo dalla Chiesa c il gettito dei "biniss" beneauguranti fecondit e abbondanza.

Il pranzo di nozze si tiene nella casa dello sposo. Nei casi di famiglie facoltose dura il sabato, la domenica e per i parenti pi ristretti anche il luned mezzogiorno "al ribatn".

Il viaggio di nozze a Caravaggio o Treviglio, a Milano o a Bergamo.

La sera si balla sullaia al suono della fisarmonica e del verticale.

La domenica dopo la celebrazione delle nozze i genitori della sposa vanno in visita alla figlia nella nuova casa per rendersi conto di come vadano le cose, qui dove governano "al regi" e la "regiura" in coabitazione dei figli con le nuore, con mansioni ben distinte e rispetto di turni di servizio per la cucina e per il campo, ciascuna sposa in graduatoria di anzianit.

Nel giorno delle nozze lo sposo offre alla sposa la rocca e il fuso, simbolo di operosit domestica femminile, mentre la sposa ricambia il dono offrendo la fascia con le frange detta "banda", le calze e il fazzoletto.

La sposa vive in famiglia patriarcale con i suoceri e con le cognate, in posizione di obbedienza e di soggezione, difesa soltanto dallo sguardo dolce del marito.

 

Un fioeu quant al t la dona

al mna a c la Madona

 

I suoceri sanno bene che:

 

la spusa la v da loeusc

la sciata la v dal boeust

 

A volte la convivenza diventa impossibile, tanto che c il detto:

 

Fioeu cunt la dona

foeura da la Madona

 

Menu gane

menu pide.

 

Non sono rari i casi di matrimoni tra vedovi: unesigenza di risistemazione anche economica per chi rimane senza marito e con dei figli.

Allora non manca la "matinada" che consiste in urla e strepito di tolle sotto la finestra degli sposi.

I bambini accompagnano in Chiesa la coppia gridando:

 

Hin vcc, hin gris,

hin sensa biniss.

 

anche in uso tracciare con cenere e segatura la strada che unisce la casa dei fidanzati che hanno rotto una relazione.

 

Non pensare che le tribolazioni finiscano per il fatto che si forma la famiglia.

Anzi si incomincia appena:

 

La dona ca sa marida

La pna non l finida.

 

Ecco alcune regole da tenere presente da chi intende sposarsi:

1) stare insieme tutta una vita risultato di virt e volont:

 

se l matrimoni fds na culsta

chis quanti la desfarian

 

2) La convivenza in famiglia difficile, per il dialogo e laccoglienza della suocera, dei cognati e delle cognate:

 

na caldera per c

un sigin per cuntrada

na dona per camn

un pret per campann.

 

Amur da fradej

amur da curtej.

 

Va no a c da l

se ta set menga parnt da le.

 

Parnt dal gal

foeura di bll

parnt da la gaina

toeucc in cantina.

 

O mma da la mia mi

cal be ca ta voeuri a t

ghal voeuri a l.

 

3) Il lavoro pesantissimo interrotto. La donna si sente schiacciata e alcune volte scoppia:

 

Rigiura ca v in campagna

l ps quel ca perd che quel ca la guadagna.

 

la dona ca st in c

la laura da crep

ma nisoeugn la s.

 

La dona maridada l mŝa strangulada

sa la va b l burlda gi da la casina

sa la va m l ble cupada.

 

 

 

Fotografia di Renato Siesa - Il presepe di Sabbioni (Crema) 

 

4) Occorre saper tacere. Ma com difficile per una donna!

 

Var ps la lapa da la spa.

 

Cun nuantanoeuf rson

sa poeu no spar l cann.

 

A ciapla per l coo

a ciapla per i pe

la gh smpar resn l.

 

5) Si conclude che occorre sapersi accettare perch :

 

Intnt ca sa camina, al bast al sa sistma.

 

Tresta ca la pegura che l no buna

da purt la sua lana.

 

N l b n l m dran sempar

 

L mej un om bruntuln

che stt bagaj bn

stt bagaj bn metii soeu l spasa c

e lom bruntuln tegnal in c.

 

6) La donna che ci sa fare con il marito finisce per comandare e aver ragione

 

Al met da coo, al met da p

al met anca in dal veste

 

E la vita riprende dopo la luna di miele

 

Al prem ann a brsc a brsc

al segund patj e fas

al ters ann a c a c

al quart ann quant mai tho cugnus.

 

Tratto da:

 

I Quaderni del Portavoce n. 3 "Come ai viveva" "La storia autentica dei nostri nonni" di Don Carlo Valli.

 

I s'ciati quant sa spusan - poesia dialettale di Rosetta Ravasi