
di Angelo Cernuschi, Martina Sacchi, Cristina Bianchi
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Cassano d'Adda, il Castello Visconteo - fotografia di Renato Siesa
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Siamo nel centro più antico di Cassano e davanti a questo castello che costituisce la testimonianza più antica del borgo. Non abbiamo notizie certe circa la data della sua edificazione. E’ certo però che doveva già esserci nell’877 quando il 16/10 Carlomanno[1], pronipote di Carlo Magno, firma un diploma (Actum in curte Sanctii Ambrosii, quae vocitatur Cassianum juxta Attuam flumen) col quale concede in utilizzo all’imperatrice Angelberga (sua sorella adottiva e vedova dello zio Ludovico II) nel monastero delle monache da lei fondato a Capo Trebbia, vicino a Piacenza, una residenza con la chiesa. Carlomanno concede questo ad Angelberga perché l’ha aiutato a diventare re d’Italia. Era in quel periodo arcivescovo di Milano Ansperto[2]
(arcivescovo dall’868 all’ 881), fondatore della signoria degli
arcivescovi milanesi che esercitava su Cassano sia la giurisdizione
ecclesiastica che politica. L’arcivescovo Ansperto con tutta probabilità non ha costruito il castello; forse l’ha ricostruito e riadattato. Con questo documento è provato che Cassano è già un passaggio importante di strada, un traghetto, un porto, un ponte, un incrocio di vie di comunicazione per ospitare un imperatore.
[1]
Dinastia
carolingia
(Sovrani
dei Franchi dell'est) Carlomanno di Baviera (830 – 22 settembre 880) era il figlio primogenito di Ludovico il Germanico e di Emma, della famiglia Welf. Fu re di Baviera (865-880), re dei Franchi orientali (876-879) e re d'Italia (877-879). Nel 865, il padre gli assegnò i territori della Baviera con annesso titolo regale. Alla morte del padre (876) assunse la corona dell'intero Regno Franco Orientale,. Alla morte del cugino Ludovico II, contese allo zio Carlo il Calvo la corona del Regno d'Italia, ottenendo l'appoggio di un feudatario importante come il Marchese del Friuli Berengario. La contesa ebbe termine solamente con la morte dello zio (877) che consentì a Carlo di poter essere eletto dai magnati Re d'Italia. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera [2]
Ansperto
Confalonieri
(morto nell'881) fu arcivescovo di Milano
dall'868 all'881. Non ancora
arcivescovo, come semplice diacono ebbe modo di godere della fiducia
dell'imperatore Ludovico II che gli donò i beni di Ansprando,
assassino del fratello del monarca. Il 26
giugno 868 venne nominato
arcivescovo di Milano e, come ricorda Goffredo da Bussero,
egli apparteneva alla nobile famiglia dei Confalonieri di Milano.
Uomo di cultura, seguendo l'esempio del proprio predecessore si
avvalse dei monaci irlandesi di Tours
per fondare lo "scriptorium" arcivescovile di Milano, dove venivano
prodotti eleganti codici miniati molto apprezzati. Il 12 agosto 875, Ansperto fu a Brescia dove era appena
morto l'imperatore Ludovico II. Si occupò di trasferire la salma
del monarca a Milano e della sua sepoltura nella basilica
di sant'Ambrogio, ove ancora oggi è conservata
l'iscrizione sepolcrale. Secondo la "Storia di Milano" di Pietro Verri questa
requisizione della salma sarebbe stata rocambolesca: Ansperto
l'avrebbe trafugata segretamente al rifiuto opposto dai monaci
bresciani per riportarla a Milano.. Il 31
gennaio 876, Ansperto partecipò
all'incoronazione di Carlo
il Calvo a re d'Italia, tenutasi a Pavia, ricevendo poco dopo
dalle mani regie alcuni beni terrieri nei paesi
di
Cavenago, Vimercate e Ornago. Morì a Milano il 7 dicembre 881 e venne sepolto nella
basilica di Sant'Ambrogio. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera
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