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Fotografia di Gigi Cernuschi La tradizione
antichissima
Relegato in Armenia, S. Dionigi vi rimane anche quando
Giuliano l’Apostata permette ai vescovi di tornare, e dopo sei anni di
stenti vi muore, con meriti di un quasi martirio. S.
Ambrogio ottiene da S. Basilio Magno la salma del
suo Santo antecessore, che per mare e per fiumi viene sbarcato al porto
dell’Adda a Cassano. È il soggetto del secondo affresco. Mentre S. Ambrogio venuto da Milano con il lungo e pittoresco corteo sta per fare la ricognizione della salma, S. Dionigi resuscita e abbraccia S. Ambrogio, pronunciando il saluto antico: |
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Ave, Frater!
e, dopo breve colloquio si
adagia di nuovo nel feretro e torna a morire. Ammirate il bellissimo
paesaggio di sfondo col castello, gli armigeri, i pescatori, il corteo
religioso e, in modo particolare, il pallore sepolcrale del viso di S.
Dionigi. |
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Terzo
affresco: S. Ambrogio tenta invano di trasportare la salma di San
Dionigi a Milano; i cavalli, sferzati e scalpitanti si rifiutano di
procedere. E allora S. Ambrogio comprende, a questo nuovo miracolo, che
deve seppellire il Santo nella vicina chiesa, che da quel momento prende
il nome di S. Dionigi.
Fotografia di Gigi Cernuschi |